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Su per Leivi 2017: FATTA!

Marcia 2017: foto e video racconto

In attesa del report che JohnWine ha detto che scriverà “come agli antichi tempi” ecco in ordine sparso foto e video del prima/durante/dopo della Marcia Città di Chiavari 2017

 

 

 

10km di Chiavari: le foto

La 10km di Chiavari

Domani si terrà la seconda edizione della 10Km di Chiavari, nuova manifestazione nel panorama tigullino che l’anno scorso ha già riscontrato un discreto successo.

Alcuni Paida sono rantegosi, acciaccati, emigrati ma altri parteciperanno alla gara però, visto il periodo Zen, assolutamente in forma non competitiva.

10kmchiavari

Speciale Tor de Geants – visto dai Paida

torlogoApriamo una sezione speciale dedicata al “Tor de Geants” per seguire e fare il tifo per i runner del Tigullio che quest’anno partecipano al “Trail più duro al mondo”. Abbiamo un inviato speciale sul campo che manderà aggiornamenti costanti, il nostro Kaiser Dria, esperto delle zone e assistente sul campo, quindi seguite le nostre pagine in questi giorni!


Sabato 10

Commento del Piga sul Tor: “Ammirazione per il fisico, invidia per non esserci, rispetto per tutto lo sbattone di allenamento per arrivare a quel livello… comunque soprattutto sana invidia”

Domenica 11

Lunedì 12

Il nostro inviato segnala 3 tigullini in uscita dalla base vita di Rhemes questa mattina presto, e forse un ritiro, vi terremo aggiornati.

Aggiornamento: due tigulline hanno attaccato da poco la salita al Col Lauson, il punto più alto della gara: 3299mt. Uno in arrivo tra poco ad Eaux Rousses. Ci risulta invece un ritirato.

Martedì 13

Abbiamo un’altra Paida inviata in Val d’Aosta! Elisa sta seguendo alcuni amici genovesi alle prese con i 330Km del percorso e ci sta mandando foto e video.

Al momento tutti e tre i tigullini risultano usciti dalla base vita di Cogne e si stanno dirigendo verso Donnas.

Mercoledì 14

Dobbiamo purtroppo segnalare un altro abbandono per uno dei tigullini in gara, una forte tendinite ha fermato la nostra amica a Donnas. Rimangono ancora due concorrenti, entrambi in arrivo a Gressoney, ma distanziati di parecchio.

Giovedì 15

Il nostro inviato ci informa che i due tigullini procedono bene, la prima è ripartita da poco da Valtournanche dove è arrivata fresca e riposata dopo un po’ di sonno recuperato lungo il percorso. Il secondo viene definito “fisicamente tonico ma purtroppo inseguito dai cancelli orari”.

Venerdì 16

Siamo alle ultime battute di questo Tor, i nostri eroi tigullini sono un po’ distanziati ma procedono sicuri verso la fine di questa impresa, la prima al momento è all’attacco dell’ultima salita (e sta andando veramente molto bene): il col di Malatrà, dovrebbe arrivare a Courmayeur in serata, mentre il secondo è in arrivo alla base vita di Ollomont.

Sabato 17

I due tigullini arrivati entrambi al traguardo: la prima ieri sera e si è posizionata #171 (non male davvero visto anche la seconda parte del percorsa fatta alla grande), il secondo questa mattina #334 con un ottimo recupero negli ultimi giorni e ampiamente in anticipo sul cancello finale dell’arrivo entro le ore 16:00 di oggi.

Vanno i nostri complimenti a tutti e quattro, a chi è arrivato e a chi si è dovuto ritirare, voi non lo sapete ma avete causato un tremito nella forza Paida: qualcuno è stato colpito dalla vostra impresa e chissà fra un po’ di tempo chissà… e intanto qualcuno tira fuori il cucchiaio (tensione).

La prima Perlezzi non si scorda mai…

La sveglia era fissata per le 7, la roba tutta pronta dalla sera prima ma niente la tensione è alta e alle 6.45 sono già in piedi…veloce colazione ovviamente come da indicazioni solo fette biscottate, marmellata e caffè, sguardo veloce al resto della famiglia (chissà se li rivedrò ho pensato…) e via accendo lo scooter e si parte, il viaggio fino a Borzonasca scorre veloce poi inizia la salita verso Sopralacroce ma soprattutto inizia lo sterrato…devo essere sincero mi avevano avvisato tutti ma io piuttosto che rischiare l’auto ho pensato “rischio le balle con lo scooter” … 4km eterni a maledire tutto e tutti … bene intravvedo l’agriturismo e il nervoso scende… parcheggio e molto timidamente mi avvicino al banchetto gara e ritiro il pettorale … ma cazzo sono le 8.20 e ora che si fa’???

Il Dux incredibilmente mi si avvicina e mi riconosce (gli avevo scritto sms per avere un passaggio ma la mia faccia non l’aveva mai vista…ma come avrà fatto?) e mi chiede con un bel ghigno “allora alla fine ce l’hai fatta ad arrivare su col scooter?” che lì per lì non ci ho pensato perché ero in piena trance pre-gara ma ripensandoci ora mi ha chiaramente preso per il culo…

Inizia ad arrivare gente vedo qualche volto noto, saluto e purtroppo essendo in totale solitudine mi avvicino ai vari crocchi di persone e ascolto qualche discorso: “mah sai dopo 1.20 dell’anno scorso quest’anno mi basta stare sotto l’ora e mezza…” oppure “lascia stare che almeno l’anno scorso ci sono arrivato allenato quest’anno invece…” (a pronunciarla il tizio che ho chiaramente riconosciuto mentre salivo intorno al 7 km e lui già scendeva a 80km/h … direi secondo o forse terzo non ricordo)

Arrivano le 9.30…finalmente si parte… prime 2 curve e penso va beh dai se è così non è poi così dura … ecco il tempo di dirlo, di voltare a dare un’occhiata allo splendido paesaggio… al lago… mi rigiro e circa il 90% delle persone mi aveva già passato… mi sono subito detto “Cri non fare cazzate vai al tuo ritmo che l’obiettivo è arrivare in fondo” e così per fortuna ho fatto e al mio passo piano piano ho iniziato la salita… devo dire che solo gli ultimi 200m ho iniziato a patire e li ho fatti a passo poi al ristoro in cima mi “bombo” con una roba presa il giorno prima  da… (omissis J) e inizio il ritorno ma ecco il primo intoppo arriva una voglia di pisciare assurda … accosto e procedo ma quando finisce… mi è sembrata pisciata interminabile… riparto e i 3 km di discesa vanno giù bene ma ecco arrivare il pezzo di “salitina” che precede la discesa finale…  salitina una cazzo all’andata mi pareva un tratto breve a ritorno ETERNO ne faccio un bel pezzo a passo inizio ad essere stanco cerco di recuperare un po’ e penso “recupero in discesa”.

Ma ecco l’imprevisto degli imprevisti… attacco la discesa spingo per buttarmi giù veloce e arriva il crampetto al polpaccio destro… panico totale mai successo prima e ora?! se mi parte un crampo come si deve non mi rialzo più… a quel punto ho rallentato e ho fatto gli ultimi 3km in apnea pregando e nell’ ultimo km parte accenno di crampo anche all’altro polpaccio… insomma finale difficile… va beh dai vedo l’agriturismo… è fatta e mentre taglio il traguardo sento il Dux che grida 1.51 e qualcos’altro … bene molto bene penso … E’ fatta…finita!

Ora la domanda sorge spontanea ma se l ho presa in sto modo una 18km quando farò la mia prima mezza cosa faccio vado in cura un mese prima?

Cammina cammina Perlezzi si avvicina

In un periodo di “Paida-Stasi” dove per vari motivi molti Paida tengono un basso profilo e si dedicano ad attività collaterali (tipo sfasciarsi varie articolazioni tendinee), c’è un “Aspirante” che si sta avvicinando pericolosamente alla via dello sfiguramento.

Non vi diremo di chi si tratta, vi diremo solo che ama vivere pericolosamente, ha una tabella (orrore!), ha aumentato di molto il kilometraggio settimanale, e così via. E tutto ciò per cosa? Ma per preparare Perlezzi ovviamente!

Era una notte calda e afosa…

Ieri si è tenuta la 12^ edizione della “Per…correndo il centro storico” pochi Paida presenti ma molti motivi per essere soddisfatti. Partiamo con ordine: le premesse non erano buone, questo periodo Paida-involutivo sta durando da tanto, troppo tempo. C’è chi è infortunato, chi si sta riprendendo dal Trail, chi è sempre più in fase zen-camminatrice, chi in ferie, chi ha i suoi problemi e così via. Per fortuna un amico di lunga data la butta lì e dice di voler fare la non competitiva, colgo la palla al balzo e schivo così la seconda temuta batteria (per non parlare della terza dove lo Spiety ha gareggiato più volte). Tutto ciò mette in seria tensione Mighesun che è stato colpito dal virus pre-sfiguramento e si è messo in testa di chiudere per la prima volta il trittico; si calma solo dopo un milione di messaggi e dopo essersi assicurato che il tempo gli conterà per poter ricevere l’agognata targhetta del trittico maratoneti.

Nei giorni precedenti sento Simona e Nicoletta, vorrebbero farla insieme e stare sotto i 30′, io glisso, sono nel bel mezzo di una fase “ad minchiam” mai vista, mi alleno poco, male e controvoglia, pace verranno tempi migliori.

Appuntamento ore 19:30 in piazza per l’iscrizione non competitiva, riscaldamento facoltativo e cazzeggio obbligatorio. Con ampio anticipo mi messaggia il Signo che è già in piazza, MARMELLATA esclamo (cit. che solo alcuni capiranno) e mi fiondo fuori casa per raggiungerlo. Mentre siamo in piazza incontro mille persone, alcuni infortunati altri che riprendono, si avvicina un amico di Genova che non mi saluta e dice subito: “sappi che da adesso faccio come voi, niente canotta, gara non competitiva e fatta totalmente ad minchiam”, sorrido soddisfatto, gli faccio solo notare che ha una maglietta troppo fluo e di ricordarsi che “grey is the new black”.

Si fa il solito riscaldamendo blando (sudo già come eschimese vestito di tutto punto a Riccione in agosto), pisciatina abusiva, ancora cazzeggio e si parte: obiettivo portare la Simo sotto i 30′. Piccolo inciso: la Simo mi fa dei brasi tanti sia sui lunghi sia non appena c’è un po’ di salita, il suo punto debole sono le gare brevi e veloci (non che siano il mio punto di forza eh!) e quindi sta cercando da un po’ di scendere sotto i 5’/km nella serale. L’obiettivo è ambizioso anche per me visto che non faccio ripetute dal pleistocene inferiore, ma ci proveremo.

Si parte tranquilli e i primi due giri girano bene, teniamo il freno tirato perchè la Simo ansima come una tennista alla finale di Wimbledon, ma sono fiducioso che la sua forza di volontà avrà la meglio. Terzo giro, inizia il difficile, in quel momento ti poni tutta una serie di PORQUE’, vieni doppiato dalla Emma Quaglia che va a prendersi il record femminile volando leggiadra e silenziosa quasi senza toccare l’asfalto, che spettacolo. All’ultimo giro la povera Simo inizia ad avere maldifegato (nemico n.2 dei Paida) e a vedere nero (detta anche ipossia avanzata perniciosa) rallenta, sento che suo marito la raggiunge e allora vado avanti e cerco di riacciuffare la Vicedux che mi ha staccato di una ventina di metri. Di Mighesun ho perso le tracce, arriverà molto prima in preda a quella brutta malattia che si chiama cronometro. Noi arriviamo appena poco sopra i 30′ la Simo meno di un minuto dopo… dispiaciuta per non essere riuscita ma riesco a farle dire in coro un bel “chissenefrega”, l’anno prossimo andrà meglio.

ATTIMO DI SILENZIO. ANNO PROSSIMO? MA SIAMO PAZZI?

Dopo il cazzeggio post gara (obbligatorio più del defaticante) vediamo anche infrangersi il record del percorso e notiamo come da bordo strada tutti sembrino andare piano, mentre quando ci sei non è così facile. Ultima chicca della serata: incontrare Rixi che esclama “non mi fregate più, l’anno prossimo anch’io non competitiva, sono stanco di farmela da solo”. ANNO PROSSIMO, di nuovo quella frase…

Non inizia l’estate senza “Centro Storico”

Dopo i veti incrociati e le censure riproviamo a pubblicare qualcosa di neutro per smorzare la tensione altissima: venerdì 24 giugno si ripresenta l’occasione di poter correre nel nostro Caruggio con la classica “Per…correndo il centro storico”, secondo appuntamento del trittico che qualcuno, entrato in un periodo Zen, si è riproposto di fare totalmente non competitivo e conquistare ugualmente la targa… a voi indovinare di chi stiamo parlando.

SERALE 2016

La bastardissima colpisce ancora

Noi la chiamiamo “la bastardissima” ma il suo vero nome è “SuPerLeivi”, splendida garetta non competitiva sulle alture qui vicino. La si può affrontare in vari modi: preparandosi bene (mai fatto), preparandosi “ad minchiam”, dopo una notte di bagordi, prendendola alla leggera (alla fine sono meno di 10km), temendola per settimane, alzandoti un mattino e dicendo “beh stamattina che faccio? Ma sì andiamo a correre a Leivi”… ma comunque ci arrivi una cosa sola è CERTA: è lì, sull’anello del Curlo che capisci perchè la chiamiamo così. Tutto il percorso è un saliscendi continuo ma il panorama è mozzafiato, anche il pezzo nel bosco è divertente… ma quando arrivi all’anello del Curlo… beh lì sì che ti chiedi veramente PORQUE’?