running, belinate e tanti problemi

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Marcia di Chiavari – report “poetico”

Nel mezzo del cammin di nostra corsa
mi ritrovai per una strada oscura
che non avevo realmente percorsa.

E’ impresa davvero incupente e dura
belin il raccontar ciò che vivemmo
e con lo Dux che ci incute la paura.

E allor qui niente prosa, ecco il poemmo:
vuolsi ogn’anno far la regina delle gare
e noi Paida turgidi rispondemmo

porqué noi si vuol inver cazzeggiare,
porqué non si dica che siam finiti,
e porqué qualcuno si può uccellare.

Sull’istorica piazza ci siam riuniti
caldi e unti come a li vecchi tempi
con lo Dux e lo Spiety inteneriti

dal ritiro romano de li stampi
su cui stanno li numeri volgari
per prender a li sfigurati i tempi.

Ovunque crocchi d’uomi e di comari
a discuter sì di atletiche gesta
che tanto non ci frega a noi compari!

Noi siamo i Paida e oggi si fa festa
da tanto sta congrega l’era assente
e per tanti era una cosa funesta.

Il Calboni era tonico e presente
e il gran Notaro aveva la canotta
ma Johnwine sembrava invero assente

a causa della sciagurata botta
presa a casa dello Signo col Guidolin
lo qual marran la scusa aveva addotta

di non disputar la gara ma “ou belin”
io esclamai contrito, “jam… tu mi fai bere”
e lui ghignava come un bellu bambin.

Frizzi e lazzi e pacche al roman sedere
com’al solito prima del gran botto
ch’annunzia l’inizio del gran correre.

Ed è tutto un casin e quarantotto
li sfigurati parton con li sbuffi
a guisa di cavalli col cagotto.

Come bei giganti in mezzo a li puffi
s’involan Calboni e il gran bel Notaro
mentre lo Spiety s’assesta li ciuffi

dei capelli a guisa di giovin cazzaro
così puote dir che lui corre calmo
lui è filosofo e non un corsaro.

E mi ritrovo solo e tristo e colmo
d’incupimento e mal a lo fegato
e fatico a incedere anche d’un palmo.

Come colui che mungersi ha sì osato
all’alba e stando ritto su li piedi,
le dure gambe ho bensì trascinato

financo ecco la Simo che la vedi
colà di fronte che al ristoro beve
e ti dici “o la fai con lei o ti siedi”!

E allor insieme allacchiamo la pieve,
salita dura che ci vorrebbe per farla
che il cul facesse la trombetta lieve.

La cima Poli andiam a conquistarla
e anco la discesa assiem fasaima
e Circonvalla dovremmo contestarla

ma alla fin quasi ci siamo e anaima
a prenderci lo meritato traguardo
e lo Dux ci accoglie e ci abbracciaima.

Tutta la piazza abbraccia lo mio sguardo
che gran giornata di cazzeggio e di sport
altro non voglio aggiunger a tal riguardo.

JohnWine

L’Armata degli Sfigurati

30 Brumaio CCXXV
Dinoccolati come G.P. alla Marcia di Chiavari, odorosi di canfora e vaselina, sguardi perduti sui loro Garmin, incapaci di proferire 5 parole di seguito senza inframmezzare lemmi podistici (andatura, distanza, ripetute…)… gli sfigurati hanno svariati modi di manifestarsi, compreso quello con cui si presentano alla partenza, gli adunchi nasi sbuffanti vapori di gel energizzante prima del “via” romanamente scandito dal banditore di turno. Il podista ad minchiam pensava tutto questo mentre, trafelato, pedalava poco romanamente a perdifiato in forte ritardo rispetto alla “punta” imposta da un tonico Notaro, nuovo Apostolo delle gare non competitive “per forza e per bellezza”. Uscito di casa con solo 2 cucchiaiate di miele, ancora provato dai gozzovigli della sera antecedente, il podista ad minchiam cercava di darsi un tono apostrofando due sfigurati che si stavano riscaldando ad un ritmo che, egli pensava, sarebbe stato duro da tenere in gara. “Lor signori sanno dirmi che ora e’?” niente, nessuna risposta. Sguardo vitreo, non concepivano i due sfigurati che una persona “normale” rivolgesse loro la parola. Declamato uno spartano “andate a prenderla nel culo” inframmezzo ai denti, il podista ad minchiam raggiungeva la Piazza della Rivoluzione Podistica. Cola’ si cambio’ velocemente, indossando indumenti da corsa pescati a caso nell’armadio, sfoggiando uno spezzato estivo/invernale niente male. I cittadini Notaro, Papetto e Spiety erano gia’ mischiati a quella folla ululante e vendicativa. I giacobini podistici tigullini, noti anche come “quelli la’”, faticavano a tenere a freno quella Convenzione di Sfigurati, che, seppur divisi in svariate fazioni (Montagnardi di Lavagna, Girondini di Chiavari Centro, Palude di Chiavari Ponente) erano un unicum pronto a correre a ritmi inconcepibili in nome della Repubblica Podistica Tigullina. Novelli Robespierre del podismo inveivano dal palco contro coloro che non corrono, minacciando di far ruzzolare teste per dare l’esempio a coloro che non si allenano almeno 4 volte la settimana. I 4 amici cercavano di confondersi, ma non riuscivano a tenere a freno l’orrore per quella plebaglia sanculotta. In fondo allo schieramento di partenza, altri cittadini sussurravano timorosi i loro dubbi ai 4 messaggeri del cazzeggio, atteggiamento oramai bandito da ogni dipartimento podistico. “Tutto questo non puo’ continuare”, disse un ombroso Notaro. Mentre lo Spiety e il Papetto stemperavano la palpabile tensione scattando “selfie” che il podista ad minchiam, ovvero colui che scrive questo resoconto clandestino, non poteva scattare, a causa di un veto posto dal Notaro medesimo, novello iconoclasta del social. Il fatto che poi lo stesso Notaro dicesse “pero’ fa piacere fare delle foto” non deve trarre in inganno il lettore, basta ricordarsi del principio di indeterminazione della meccanica quantistica, del fatto che una particella puo’ essere e non essere nello stesso tempo. Durante i 10 Km della “gara”, il Notaro e colui che qui scrive discutevano del Grande Progetto per riportare ordine nel caos podistico che ha oramai preso de facto il potere… Liberare il ducato del Tigullio dall’Armata degli Sfigurati… follia? No, bastava contattare gli uomini giusti. Eroi che per scelta contro i “mala tempora currentes” avevo deciso di restare nell’oblio senza esilio (il D.) o cercare fortuna nella campagna di Thailandia. Altri erano caduti in battaglia, legamenti, tendini e ginocchia vittime della Rivoluzione che tutti costringeva a correre oltre i propri umani limiti. Calboni-Lafayette, fratelli Dondero, le rantegueuse Guidolin, anche per loro occorreva combattere. In attesa di D.-Fouche’, il Notaro-Talleyrand tesseva la sua trama e preparava i vari passi per il ritorno di Napopiga Bonaparte. Innanzitutto, la reazione termidoriana, il giogo dei Robespierre Tigullini doveva essere spezzato. Piazza della Rovoluzione Podistica ribattezzata Piazza dei Cazzari, ripetute vietate, massimo 2 allenaisa alla settimana, a chi si allena con costanza esposizione alla gogna per 3 giorni. E poi il Grande Ritorno, il Direttorio (erede dei valori morali del mitico “consiglio dei Cinque” della Nando Cup) e la nomina del Primo Brusore. Da li’ all’incoronazione di Napopiga Primo, imperatore dei Cazzari, il passo sara’ breve. Cittadini del Tigullio, il Notaro mi ha incaricato di consigliarvi ancora per un periodo prudenza, state vigili. Il segnale convenuto per dare il via al Grande Progetto sara’ il seguente: la maratona corsa il prossimo anno da Donde Pompadour Junior. Nel frattempo lo Spiety fingera’ costanza e correra’ 5 mezze. Guidolin smettera’ di correre ingobbito. Calboni non emettera’ flatulenze per almeno 2 mesi. Siate vigili, cittadini, cogliete questi segnali. L’Armata degli Sfigurati ha i giorni contati… nel frattempo, FORZA PAIDA

Piedi Paida

Piedi di tre diversi Paida, ma una cosa li accomuna… probabilmente l’essere devoti a “S. Giulia da Corsica – patrona dei dolori e delle malattie degli arti”

Calboni non teme la censura!

Calboni va dall’ortopedico e spende quello che c’è da spendere! Studio nel quadrilatero della moda di Milano ed appuntamento (ovviamente scelto non a caso) nella settimana della moda!!!! 202 euro (comprensivi di bollo)  buttati nel cesso! Tensione altissima. La tendinite non passa ed il portafoglio piange.

Il piacere della Montagna

Cari Amici che seguite i Paida – Sezione Montagna, innanzitutto mi scuso per il lungo silenzio e l’assenza prolungata di post da parte di JohnWine, ma come alcuni di voi sanno ne vengo (e proseguo) da un “percorso Zen ad minchiam” che (complice il caldo e vai impegni lavorativi e financo ricreativi) mi ha allontanato dalla corsa, favorendo pero’ le attivita’ in montagna a 360 gradi, dai ghiacciai fino alle passeggiate sul nostro impareggiabile appennino. Nulla di piu’ appagante per me, siano esse escursioni in solitudine o in compagnia. Un periodo resosi necessario per riconciliare appieno il sottoscritto con la “meditatio sine ratione” per il puro piacere del sentirsi in pace, del contemplare, del camminare. Riscoprire la commozione di arrivare in vetta sopra i 4000, conoscere gente nuova nei rifugi, fare amicizia con una guida alpina, parlare del piu’ e del meno con gli amici del CAI con cui ho fatto diverse gite come l’ultima gita sul Monte Chaberton, dove il simpatico Luigi di Genova all’autogrill mi dice: “sei di Chiavari, conosci i Paida?”… sono soddisfazioni, abbiamo un pubblico sul nostro sito! Altra ragione per tenerlo piu’ vivo con i nostri post. Sul sentiero verso la vetta Luigi (oltre che a essere un alpinista di tutto rispetto) dimostra di essere un fine e profondo conoscitore della filosofia Paida, e ha anche spiegato ad altri compagni di gita concetti fondamentali quali l’incupimento, gli allenamenti ad minchiam, lo sfiguramento ma soprattutto la figura chiave del feldmaresciallo… E’ stato un vero piacere conoscerlo, e speriamo che anche lui continui l’opera di disseminazione della filosofia Paida anche negli ambienti alpinistici, che a mio avviso si sposano benissimo con la nostra filosofia, senza ovviamente mai dimenticare quella che e’ la cura maniacale delle norme di sicurezza, ci mancherebbe, ma ogni tanto un momento di “schersu incurpurou” (cum grano salis) non puo’ che starci bene in alta quota… Seguono alcune foto sparse (ad minchiam, senza una logica, metto anche quella con Luigi che e’ contento di comparire sul nostro sito) di alcune gite che ho avuto il piacere di fare durante questa estate (la prima, indimenticabile, sul Monte Argentera col Notaro ha gia’ avuto un post dedicato).

Tutto il resto è noia…

Oramai la vita moderna e’ un tritacarne. Qualunque cosa fai, Whatsapp e FacciaDiLibro subito broadcastano urbi et colizzi quello che hai appena fatto, e giu’ commenti, menaggi, lazzi fino a quando ti incontri e non sai piu’ cosa dirti… and il sito Paida, i report… dove sono finiti? E’ tutto oramai postato nelle chat, ridondato, non serve piu’ scrivere… e se ne perde gusto e voglia.
E allora mi dico, faccio il report della gita all’Argentera col Notaro… Ma ho poco tempo! Settimana di agognate ferie suddivise tra Montagna con il Notaro e Costa Azzurra con la moglie, quando belin lo faccio il report? Ma non posso non scrivere qualcosa… dopo due giorni passati nelle Alpi Marittime, posti meravigliosi che hanno ospitato la prima gita in Montagna di me de del Notaro da soli, senza il Kaiser, senza una guida… solo per questo, JAM…
La meta e’ il Monte Argentera, quasi 3300 metri, vetta piu’ alta della Marittime (cima sud). Ci sono da fare pietraie, nevai, canali di detriti, cenge esposte, camini e diedri. Nulla di difficile per alpinisti esperti, per carita’. Ma e’ la nostra prima volta… Pernotto al rifugio Remondino. Poche persone. Camera da soli. Si dorme da Dio e si picassa la mattina ancor meglio.
Si parte alle 06.20 am. Anzi no. Per il notaro sono le 05.20 am. Ha deciso di andare con l’ora solare… e in piu’ i telefonini NON prendono e per due giorni saremo isolati! Sensazione stupenda… ma il TENSIONOMETRO va subito fuori scala.
Tempo incerto, nuvole minacciose salgono dalla valle. Che fare? Siamo i soli oggi, lunedi’ 28 giugno, a fare quella via. Anaima o no? Si decide di tentare, “poi il sole spazzera’ via le nebbie, metafora delle nostre indecisioni nella vita quotidiana”… ma non e’ momento di discorsi, MAI visto il notaro cosi’ teso.
Al colle dei detriti (un nome, un programma) scopriamo che le nubi si sono diradate verso il rifugio, ma salgono pure dall’altro versante. In piu’ io VEDO LA CENGIA… lunga. Esposta. Vado in sbattimento. Farfuglio dubbi, il tensionometro va fuori scala per me adesso, mentre il Notaro e’ piu’ tranquillo e mi infonde coraggio. E in effetti il diavolo e’ sempre meno brutto di quanto lo si dipinge… bisogna godersi l’attimo. E’ una fortuna essere li’. Ambiente severo, che ti riconcilia con te stesso. Si e’ parlato poco, ma meditato tanto.
Uno stambecco ci ha seguiti fino in vetta, sembrava volesse compagnia, ci guardava curioso. A un certo punto va dritto. Noi svoltiamo a sinistra, per evitare un secondo nevaio. Era meglio seguirlo, ci voleva mostrare la strada… cominciamo ad arrampicare sempre piu’ sul ripido, troviamo cordini e soste abbandonati chissa’ quanto tempo fa, perdiamo di vista ometti e corde fisse che dovevano portarci in vetta. Arrampichiamo di forza, stanchi, con dubbi su dove siamo. Sbuchiamo su una cresta, e da li’ vediamo la croce di vetta. Nasce una nuova via per andare in vetta, la CRESTA SANGUINETI.
La stretta di mano in vetta, potrei finire qui. Diversa dalle altre volte. Ne e’ valsa la pena.
Dopo mezz’ora di meritato cazzeggio in vetta, come scendere? Dalla Cresta Sanguineti e’ proibitivo. Il Notaro ha l’illuminazione: vediamo da dove e’ arrivato lo stambecco… io scettico mi affaccio… ecco gli ometti! Belin avevamo completamente cannato la normale… lo stambecca voleva mostrarcela, ma noi niente, dovevamo aprire una nuova via…
Mi fermo qui. Troppe cose ancora da elaborare, metto qualche foto che non ho mandato alla chat Paida per usare il sito come ai bei vecchi tempi. Un report esaustivo richiederebbe davvero tanto tempo. E stata un’esperienza diversa, non sappiamo dire il PORQUE’. Ma c’eravamo, e tanto basta. Il Notaro ha organizzato e mi ha voluto con se’: un onore.

Marcia di Chiavari 2016: la playlist dei video

Lemmy zurucckert

MSG 1

Marina Trail: le foto

E siamo arrivati a quattro

Quarta edizione per la classica cena Paida, iniziativa lanciata tempo fa da un frizzante Calboni, che in questa occasione ha visto il ritorno in pubblico dell’infortunato Lemmy. Gli argomenti di discussione sono stati molteplici: Paida scomparsi, leggende metropolitane, la giovinezza dello stesso Lemmy, un nuovo vocabolario criptato.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma quello che più ci ha fatto piacere è stato vedere un Notaro “caldissimo” (rimarrà negli annali il paragone di DJ con la Clio fuorigiri in seconda) e un Calboni che lo segue a ruota, ne vedremo delle belle!